News Pubblicata il 27-12-2023

Novità per le comunità energetiche

La Commissione Europea ha recentemente dato il via libera al decreto italiano mirato a incentivare la diffusione dell'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. Il decreto italiano è stato ritenuto un ottimo modello, aprendo la strada per esperienze simili in tutta Europa.

Il provvedimento italiano si concentra su due misure chiave: una tariffa incentivante sull'energia rinnovabile prodotta e condivisa e un contributo a fondo perduto.
Il finanziamento di 2,2 miliardi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) mira a realizzare una potenza complessiva di almeno 2 GW. Questo contributo può essere cumulato con la tariffa incentivante, offrendo un ulteriore incentivo per la partecipazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Le tecnologie rinnovabili coinvolte comprendono il fotovoltaico, l'eolico, l'idroelettrico e le biomasse.

Le CER possono coinvolgere una vasta gamma di attori, tra cui gruppi di cittadini, condomìni, piccole e medie imprese, enti locali, cooperative, associazioni ed enti religiosi. Tuttavia, la potenza dei singoli impianti è limitata a 1 MW.

Il processo di realizzazione di una CER prevede un passaggio iniziale fondamentale: l'atto costitutivo del sodalizio. Questo atto deve avere come oggetto sociale prevalente i benefici ambientali, economici e sociali. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sarà responsabile della valutazione dei requisiti di accesso ai benefici, dell'erogazione degli incentivi e potrà verificare l'ammissibilità preliminare su richiesta dei soggetti interessati.

Ma cosa sono le Comunità Energetiche?

Le Comunità Energetiche sono gruppi di persone che decidono di unirsi per autoprodurre energia elettrica da fonti rinnovabili che si scambiano virtualmente in funzione della produzione e della richiesta di ogni singolo membro. Nascono con l'obiettivo di fornire vantaggi ambientali, economici e sociali, contribuendo così a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione entro il 2030 e a rafforzare la sicurezza energetica dell'Italia, valorizzando il territorio.

I vantaggi derivanti dalla creazione di una Comunità Energetica includono:
  1. Autoproduzione di Energia da fonti rinnovabili: Le CER consentono ai membri di contribuire attivamente alla produzione di energia pulita.
  2. Minori costi dell'energia per cittadini e imprese: L'autoconsumo e la condivisione dell'energia riducono i costi per i partecipanti.
  3. Nuove opportunità economiche per il territorio: La creazione di impianti rinnovabili stimola l'economia locale, generando opportunità di lavoro e investimenti.
Agevolazioni Disponibili

Incentivo in Tariffa: rivolto a tutto il territorio nazionale, offre un risparmio sui costi dell'energia per chi costituisce una Comunità. La tariffa incentivante sull'energia condivisa è valida fino a una potenza massima di 5 GW entro il 31 dicembre 2027. 
La tariffa incentivante è stabilita per 20 anni e si applica alla quota di energia elettrica condivisa. L'incentivo è composto di una parte fissa, funzione della taglia dell'impianto, e da una parte variabile, funzione del prezzo di mercato. In particolare, la tariffa aumenta man mano che diminuisce la potenza degli impianti e così come il prezzo di mercato dell'energia. Per impianti di potenza inferiore ai 200 kW la parte fissa ammonta a 80 EUR/MWh, 70 EUR/MWh  per impianti compresi tra i 200 kW e i 600 kW mentre per impianti di potenza superiore risulta 60 EUR/MWh.
E’ inoltre prevista una maggiorazione tariffaria per gli impianti fotovoltaici di +10 EUR/MWh per gli impianti ubicati nelle regioni del Nord e di +4 EUR/MWh per il centro Italia.

Contributo a Fondo Perduto: questo contributo è destinato ai territori dei Comuni con meno di 5.000 abitanti e offre un sostegno fino al 40% dell'investimento per chi crea una Comunità Energetica. Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ammontano a 2,2 miliardi di euro, mirando a una potenza complessiva di almeno 2 GW entro il 30 giugno 2026. Questo contributo è cumulabile con l'incentivo in tariffa.

Sono ammissibili (contributo PNRR) le spese di: 
  1. realizzazione di impianti a fonti rinnovabili 
  2. fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo 
  3. acquisto e installazione macchinari, impianti e attrezzature hardware e software 
  4. opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento 
  5. connessione alla rete elettrica nazionale 
  6. studi di prefattibilità e spese necessarie per attività preliminari 
  7. progettazioni, indagini geologiche e geotecniche 
  8. direzione lavori e sicurezza 
  9. collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo essenziali all’attuazione del progetto 
Le ultime quattro voci di spese di cui sopra sono finanziabili in misura non superiore al 10% dell’importo ammesso a finanziamento. 

Limiti del costo di investimento massimo
1.500 €/kW, per impianti fino a 20 kW; 
1.200 €/kW, per impianti di potenza superiore a 20 kW e fino a 200 kW; 
1.100 €/kW per potenza superiore a 200 kW e fino a 600 kW; 
1.050 €/kW, per impianti di potenza superiore a 600 kW e fino a 1.000 kW.

Il processo per accedere alle agevolazioni prevede:
  1. Individuare un'area idonea per l'installazione dell'impianto e identificare altri utenti con cui associarsi.
  2. Creare la Comunità Energetica con uno Statuto o un atto costitutivo che prioriti i benefici ambientali, economici e sociali.
  3. Verificare facoltativamente con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) l'ammissibilità preliminare del progetto.
  4. Ottenere l'autorizzazione per installare e connettere l'impianto alla rete elettrica.
  5. Richiedere l'incentivo al GSE.
Le CER saranno fondamentali per il settore dell'energia rinnovabile e apriranno la strada a una partecipazione diffusa e responsabile dei cittadini nella transizione verso un futuro energetico sostenibile. Il via libera della Commissione Europea al decreto italiano è un passo significativo verso una transizione energetica più sostenibile, confermando l'Italia come virtuoso in questo ambito.

Partecipare a una Comunità Energetica non è solo un atto di responsabilità ambientale, ma anche un'opportunità per i cittadini, le imprese e gli enti locali di diventare protagonisti del proprio futuro energetico. Gli incentivi disponibili, dalla tariffa incentivante al contributo a fondo perduto, rendono accessibile questa forma di partecipazione attiva, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi ambientali e economici a livello nazionale.
Sostenere le Comunità Energetiche significa investire in un domani più verde, economicamente vantaggioso e socialmente responsabile.
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